Nel 1976 a Terranegra, come in tante parrocchie, l’AC era una realtà presente e consolidata nel settore adulti mentre non era manifesta la presenza associativa di giovani e fanciulli anche se l’ACR datava la sua nascita al 1969.
Lo strutturarsi del nuovo volto di Parrocchia, dovuto sia all’arrivo di nuove famiglie in particolare giovani che all’arrivo della comunità francescana a guida della chiesa, favoriscono l’inizio pur informale dell’ACR.
Gia nel 1979 un piccolo gruppo accompagnato dall’allora parroco partecipa al Carrefour nazionale a Roma.
In breve il gruppo aumenta, consolida l’appartenenza all’associazione condividendo e facendo propri gli obiettivi, le finalità e gli itinerari propri dell’ACR.
Gli educatori, costituiti da un gruppo di adulti-giovani, che già appartenevano in luoghi diversi all’AC, supportano il cammino in stretto collegamento con alcune parrocchie vicine e con la diocesi.
Grande aiuto in quei primi anni viene da una religiosa canossiana che dedica tempo ed amore alla nostra comunità parrocchiale.
Iniziò in quegli anni la prima esperienza dei campi diocesani di San Giovanni in Loffa.
Il gruppo ACR intanto diventa sempre più visibile in parrocchia, vive con entusiasmo gli itinerari ed ampli gli orizzonti proseguendo con il cammino giovanissimi e giovani di AC: alcuni ex-acierrini cresciuti diventano i nuovi educatori.
Dagli anni 90 l’ACR è punto di riferimento per molti ragazzi dai 6 ai 14 anni, riesce a coinvolgere nel cammino anche i genitori dei ragazzi stessi mentre impoverisce la presenza di giovanissimi.
domenica 30 settembre 2007
AZIONE CATTOLICA A TERRANEGRA
Cos’è l’Azione Cattolica?
Il Signore chiama i laici a vivere coerentemente con la fede cristiana, a partecipare alla nuova evangelizzazione della società. L'Azione Cattolica aiuta a rispondere a tale chiamata. E' una proposta formativa per i laici. Aiuta a star dentro il nostro tempo con amore, con responsabilità e senza timidezze.
Accompagna stabilmente la persona lungo le tappe della sua vita. Ha a cuore la crescita armoniosa. Aiuta a conoscere, amare, vivere e servire nella propria comunità parrocchiale. Sostiene nella vita quotidiana, nella famiglia, nell'educazione dei figli, nel lavoro, nella scuola, nel tempo libero, nella professione, nello sport, nell'impegno sociale e politico il cammino di santificazione del laico per il bene della Chiesa e del mondo.
Quale metodo educativo si prefigge?
La formazione è stata da sempre il cuore del nostro servizio: formazione come spazio in cui ogni persona può guardare in faccia i valori grandi della libertà e della verità, della giustizia e della solidarietà. Si impara a vivere da discepoli del Signore, ad amare la Chiesa e a servire la domanda di vita di ogni persona.
L'impegno formativo dell'AC si colloca in sintonia e continuità con quello della Chiesa più in generale e si sviluppa secondo linee specifiche e particolari: è esperienza comunitaria e intende promuovere legami socialmente ed ecclesialmente significativi; è scuola permanente per la maturità cristiana dei laici; è luogo di incontro, di mediazione e di riferimento per l'impegno dei laici nella storia.
STORIA DELL'AZIONE CATTOLICA
Nel 1923 si procede a ristrutturare complessivamente l'Associazione.
L’Azione Cattolica viene costituita in 4 sezioni: la Federazione Italiana Uomini Cattolici, la Società Gioventù Cattolica Italiana, la Federazione Universitari Cattolici Italiani, l’Unione Femminile Cattolica Italiana.
L’Azione Cattolica, durante il periodo fascista, è l’unica realtà extraregime che possiede la legittimità di operare in maniera più o meno autonoma.
Nel 1931 Mussolini, contravvenendo agli accordi precedentemente sanciti, ordina la chiusura dei circoli dell'AC; egli, infatti, coglie e teme la minaccia insita nell’attività formativa da essi svolta. I rapporti tra cattolici e regime si incrinano definitivamente dopo il sodalizio tra l’Italia e la Germania nazista.
All’indomani del secondo conflitto mondiale, la voglia di rinascita si unisce al desiderio, espresso in forme diverse nella società italiana, di ricostruire le basi democratiche del Paese. Risulta prezioso il contributo offerto dall’AC, e nello specifico dagli universitari ed intellettuali cattolici, alla stesura della Carta Costituzionale.
Negli anni del dopoguerra cresce il numero di adesioni: nel 1943 gli iscritti sono circa 2.500.000 e giungono nel 1959 a 3.372.000.
Il Concilio Vaticano II si fa interprete dell’ansia di rinnovamento che la anima. L’evento conciliare legittima pienamente il mandato alla missionarietà dei laici e, per la prima volta, parla espressamente dell’AC come scuola di formazione per un laicato responsabile, che fa proprio il fine apostolico della Chiesa.
Sono gli anni della presidenza nazionale di Vittorio Bachelet.
Nel 1969 l’AC si dà un nuovo statuto, nel quale si organizza la vita associativa attorno a due settori: giovani e adulti. Si ribadisce, altresì, la necessità, come associazione, di mettersi a servizio della Chiesa locale.
Prende corpo l’intuizione educativa dell’AC, l’ACR; facendo leva sul taglio esperienziale, si inaugura un modo nuovo di fare catechesi. Matura con maggiore consapevolezza il fatto che l’attenzione educativa debba trasformarsi in stile ed esperienza di tutta quanta l’associazione.
A metà degli anni ’80 si dà vita alla stesura del Progetto formativo apostolico unitario e si definiscono le metodologie ed i cammini formativi per le diverse età.
Il nuovo millennio si apre con una carica di novità e con una forte tensione verso il rinnovamento dell’associazione.
Durante l’Assemblea Straordinaria del 2003 si approva lo statuto aggiornato e si avverte l’urgenza di riscrivere il Progetto formativo, affinché il servizio alle singole comunità locali sia il riflesso di una Chiesa che sappia “inter-cedere”, sollecitando le domande di vita degli uomini e delle donne di questo inizio millennio.



